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Paragrafo 10 . La mafia contro lo stato.

Mentre  il terrorismo politico si manifestava ormai con azioni isolate
condotte  da  irriducibili,  la lotta contro  la  criminalit  mafiosa
cominciava   a   conseguire  qualche  importante   risultato,   grazie
soprattutto   all'opera  svolta  dal  "pool  antimafia"   dell'ufficio
istruzione  del  tribunale  di Palermo, un nucleo  di  magistrati  che
affrontava in stretta collaborazione i vari procedimenti. Il 29 luglio
del  1983, per, proprio colui che aveva dato vita e guidava il  pool,
Rocco  Chinnici, venne ucciso in un agguato mafioso. Il pool  comunque
continu la sua attivit guidato da Antonino Caponnetto e composto dai
giudici  Giovanni  Falcone,  Paolo Borsellino,  Leonardo  Guarnotta  e
Giuseppe  Di  Lello.  Le  informazioni  fornite  dal  mafioso  Tommaso
Buscetta,  disposto  a  collaborare con la  giustizia,  confermando  e
completando elementi gi emersi durante numerose indagini degli organi
di  polizia  e  della magistratura, consentirono una pi  approfondita
conoscenza  della  organizzazione  criminale  mafiosa  definita  "cosa
nostra".  Ci rese possibile un'accelerazione dell'azione giudiziaria,
che  port all'emissione di quasi 500 mandati di cattura e all'arresto
di  alcuni degli esponenti pi rappresentativi.  La reazione di  "cosa
nostra",  sottoposta all'offensiva della magistratura  e  delle  forze
dell'ordine,  fu  cos violenta da assumere le caratteristiche  di  un
vero  e  proprio  scontro frontale con lo stato, in  associazione  con
altre  forze  occulte  operanti  contro le  istituzioni  democratiche.
L'episodio pi tragico

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avvenne  il  23 dicembre 1984: una bomba esplosa sul treno rapido  904
provoc 15 morti e 130 feriti; le indagini rivelarono connessioni  tra
mafia, camorra, criminalit comune ed eversione neofascista.
Tra  la fine del 1985 e gli inizi del 1986 la lotta dello stato contro
la   criminalit  mafiosa  raggiunse  un  momento  culminante  con  la
deposizione della sentenza-ordinanza per il rinvio a giudizio  di  pi
di  700  imputati da parte del pool antimafia dell'ufficio  istruzione
del  tribunale di Palermo. Sulla base di tale ordinanza  (8607  pagine
raccolte  in 40 volumi) il 10 febbraio 1986 inizi il primo cosiddetto
"maxiprocesso" contro la mafia.
